Storia di L.

“mi ricordo questa sensazione terribile di arrivare a fine giornata pensando che ne sarei uscita con un disordine da stress post-traumatico come in guerra.”

Quella sensazione si chiama burnout ed L. la conosce fin troppo bene.


L. è una lavoratrice dipendente e madre di due figli che, specialmente durante la pandemia, si è ritrovata sola a gestire le richieste sempre più pressanti sul luogo di lavoro, incapace di comprendere le reali esigenze del proprio team e come se non bastasse anche maestra, madre, infermiera, tutto questo senza la minima tutela.


Come biasimare L. se ha deciso di lasciare il proprio posto di lavoro?



Ma L. non è stata la sola.


Questo fenomeno è talmente esteso da avere un nome: “grandi dimissioni”.

Secondo lo US Bureau of labor statistics venti milioni di persone hanno dato le dimissioni solo nella primavera 2021, dando così vita ad un vero e proprio “sciopero generale non dichiarato”.


La grande fuga da ciò che opprime e conduce al burnout, da quei luoghi di lavoro che, da ambienti di opportunità e crescita, diventano sede di oppressione e sfruttamento, dove diritti e tutele vengono non sempre sono rispettati, dove, se non si posseggono le conoscenze e competenze per ribellarsi, si continua a incassare colpi fino a quando non diventa troppo.

Per questo motivo è importante essere preparati, consapevoli dei propri diritti e delle tutele al nostro fianco.




Ma come fare?

Dove incontrare esperti del settore? Come permettersi una consulenza quando si decide di lasciare tutto e ricominciare da zero?

Esistono percorsi gratuiti, finanziati da enti pubblici in grado di fare la differenza.


“La valorizzazione dell’empowerment femminile nel distretto ceramico”, con capofila il Comune di Sassuolo, che ha visto il finanziamento della Regione Emilia-Romagna, e il cofinanziamento dei Comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese e Formigine ne è un esempio virtuoso. L’iniziativa ha vantato un ampio e solido partenariato che ha visto la partecipazione di CNA, Lapam, Confcommercio, Confesercenti, CGIL, Cà Bella, 4 Hub, l’Associazione Donne e Giustizia e Stars&Cows e Nuova Cerform in qualità di partners tecnici.


Grazie a questo progetto abbiamo incontrato e conosciuto tante donne che hanno avuto la forza di lasciare quel posto fisso che non le soddisfaceva e inseguire finalmente il proprio sogno, quel sogno che è sempre e solo rimasto nel cassetto.

Hanno scelto di cogliere l’occasione per inseguire quella strada a cui, per troppo tempo, hanno sempre detto “no dai, meglio di no, non si addice ad una madre”, come se poi, esistessero professioni adatte ad una madre, un padre, uno zio o un fratello.

Per cogliere la palla al balzo, non è mai troppo tardi. Non esiste un tempo giusto e uno sbagliato, esiste solo il proprio tempo.


Il percorso, nella sua prima edizione realizzata tra novembre e dicembre 2021, ha visto la partecipazione di donne e ragazze motivate ad apprendere nuove skills utili ad avviare il proprio progetto imprenditoriale e, grazie alla presenza di esperti del settore che hanno popolato i dieci workshop gratuiti e trasversali, hanno gettato basi concrete per il proprio futuro.


Le partecipanti hanno potuto confrontarsi con sessioni individuali di mentoring, laboratori di comunicazione, auto-imprenditorialità e nuovi lavori digitali, corsi di diritto giuslavoristico, diritto societario, adempimenti fiscali e strumenti di raccolta fondi.

Hanno incontrato esperti del mondo dell’impresa e del fare impresa lasciandosi ispirare, imparando a creare un profilo LinkedIn efficace e a promuoversi nel modo migliore per trovare i clienti ideali.



"La valorizzazione dell'empowerment femminile nel distretto ceramico è stata l'occasione per rimettermi in gioco e conoscere persone nuove, mi sono sentita viva e mi è tornata la voglia di stare in mezzo alla gente, di sorridere scoprendo cose nuove". A. partecipante dell’edizione 2021.



Vuoi saperne di più? Visita il sito ufficiale www.donnelavoro.eu

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