Giovani, competenze e nuova socialità: Comunità Maiuscole!

Il mondo è in costante evoluzione, ogni giorno ci sono novità e nuovi trend, bisogna studiare, studiare e studiare, conoscere, apprendere e sperimentare.”


Mi sono subito detta: per fortuna che ho fatto questo corso, per fortuna che ho studiato!


Guarda le testimonianze dei ragazzi che hanno parteicpato a Comunità Maiuscole!


Si è concluso sabato 16 ottobre “Comunità Maiuscole” il percorso di orientamento rivolto ai giovani tra i 16 e i 30 anni in collaborazione con l’Ufficio Sport e Giovani del Comune di Modena, il Consorzio di Solidarietà Sociale di Modena (CSS), la cooperativa Aliante e Cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna che ci ha visti coinvolti nella progettazione ed erogazione di percorsi formativi per una durata complessiva di 128 ore.

Comunità Maiuscole ha infatti intercettato ragazzi “NEET” ovvero giovani che non studiano e non cercano lavoro, con l’obiettivo di aiutarli ad orientarsi, individuare la propria strada, supportarli ad investire in sé stessi e ritrovare la motivazione per mettersi in gioco e riprendere in mano la propria vita.


Il termine “NEET” deriva dall’inglese “Neither in Employment or in Education or Training”, o anche "Not (engaged) in Education, Employment or Training" e indica giovani non impegnati né nello studio o in percorsi formativi, né nella ricerca del lavoro.


Quello dei ragazzi “NEET” è, purtroppo, un fenomeno globale, basti pensare che in Europa la media si aggira intorno al 13% mentre quella italiana al 23%, secondo i dati raccolti da Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, le cause sono da ricercarsi in un sistema formativo incapace di fornire le competenze adeguate per entrare in azienda, così come strumenti poco utili ad orientare e supportare nella ricerca del lavoro e, dall’altra parte, un’offerta proveniente dal mercato non in linea rispetto alle potenzialità e alle aspettative dei ragazzi.


Secondo i ragazzi NEET italiani intervistati, la carenza di politiche attive del lavoro e servizi per l’impiego è particolarmente rilevante tra i fattori di difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro.

Ma il quadro più inquietante è quello che mostra come i ragazzi inattivi abbiano una visione negativa di sé stessi, si percepiscano come scarsamente capaci di lavorare in gruppo e con un basso livello di leadership, riportando di non avere un sogno da realizzare e difficoltà nell’individuare aspetti positivi nelle situazioni, tale visione di sé stessi rappresenta un circolo vizioso dal quale è difficile uscire da soli.


Quello dei ragazzi NEET non è solo un fenomeno che li riguarda in prima persona, ma è una questione che dovrebbe interessare tutto il Paese in quanto il benessere dello stesso dipende dal contributo qualificato delle nuove generazioni. Basti pensare alle sfide che ci attendono, dalla transizione digitale alla rivoluzione green, è il lavoro stesso che ha bisogno dei giovani.


Ma come individuare la propria strada quando il presente e il futuro sono così difficili da immaginare? Tutto è in perenne mutamento, le prospettive e le possibilità ad oggi disponibili non sono mai state così tante, ma, allo stesso tempo, non sono mai state tanto mutevoli e difficili da immaginare.


Quali strumenti è dunque necessario mettere in campo? In primo luogo, occorre formare i giovani alle competenze necessarie per vedersi come soggetti attivi all’interno della società, per poterla migliorare. È dunque necessario evitare di riversare su di essi frustrazione e negatività, aprendosi a nuove possibilità e ad accettare che le nuove generazioni possano fare meglio dei propri insegnanti, favorendo così la possibilità di mettersi in gioco, sperimentare, provare e proporre attivamente soluzioni e diventando parte di una realtà che migliora e cresce con loro.


Il percorso di Comunità Maiuscole, che nasce proprio dal fabbisogno di sostenere questi ragazzi, ha visto la partecipazione di giovani residenti nella provincia di Modena, di età compresa tra 16 e 30 anni, con una prevalenza del 55% della fascia d’età 21-25 anni, del 53% di sesso femminile e con un tasso di rischio di abbandono scolastico del 27%.

79 sono stati i ragazzi che hanno scelto di iscriversi al progetto, di cui il 61% ha frequentato attivamente.


Il progetto è stato strutturato in due direttrici: il lavoro in proprio e il lavoro dipendente, al fine di offrire ai giovani workshop specifici e approfonditi per il conseguimento di hard e soft skills ideali per l’ingresso nel mondo freelance o aziendale, realizzati da docenti esperti e Senior Manager della grande impresa.

Al termine dei percorsi, hanno avuto luogo i laboratori tecnici di Social Media, Coding, Addetto alle vendite e i Percorsi Individuali, questi ultimi pensati per sostenere e affiancare con la presenza di tutor e mentori i ragazzi più fragili, nell’ottica di non lasciare solo o indietro nessuno.


Comunità Maiuscole non è stato solo formazione, è stato un percorso che ha avuto l’obiettivo di far riemergere nei ragazzi che vi hanno partecipato la voglia di sognare un futuro e il coraggio di perseguirlo.


Ma non è finita qui!

La Regione Emilia-Romagna ha stanziato ingenti fondi destinati alle Politiche Giovanili con l’obiettivo di finanziare i Comuni che nel prossimo triennio si impegneranno sui fabbisogni dei giovani in situazioni di difficoltà, di fragilità anche temporanea e che faticano ad inserirsi in classici percorsi di formazione, professionali e di crescita personale strutturati. In particolare, l’attenzione dovrà dirigersi verso progetti di crescita e sviluppo, accesso allo sport, qualificazione dei centri di aggregazione giovanili affinché offrano percorsi di partecipazione, sostegno a giovani con problematiche mentali e in situazioni di disparità sociale, con focus particolare sulle donne.


“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni” Eleanor Roosevelt


Non hai potuto partecipare all’evento di chiusura di Comunità Maiuscole? Nessun problema, guarda la diretta su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=IdPVsWvGeUA



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